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Walter Venanzio

Gilberto Piccinini
Identità e appartenenza

Da una ricerca approfondita della natura, Gilberto Piccinini ha saputo evidenziare e trasportare in arte i flutti continui e perpetui delle onde marine. Si apre così la consacrazione di un artista che ha saputo rendere sacra la natura nella sua bellezza, così come nelle sue crudeli manifestazioni. I suoi paesaggi marini si manifestano in un continuo mutamento, coinvolgono e stupiscono. Variano nella loro intensità di rappresentazione, vuoi per la luminosità, vuoi per la configurazione dei suoi toni.
I soggetti mare e onde vengono proposti da Piccinini fino all'esasperazione più profonda dell'anima.
Un'esasperazione sul vissuto che nel discorso pittorico diventa l'emblema dell'identità e dell'appartenenza.
Il mare viene rappresentato da impercettibili e percettibili movimenti acquei, con andamenti che sorgono dalle profondità fino a raggiungere le onde in superficie.
Dipinge ciò che pensa o sussiste nella sua memoria. I deliri della mente a volte sprigionano forti emozioni, come gli attimi del tormento, allora bisogna placare la sete della passione e fare esplodere la creatività.
Tutto muta nel descrivere gli spazi, le tonalità esprimono i concetti più reconditi dello spirito.
Le marine disincagliate dalla retorica del classicismo, a volte spogliate dalle apparenze, ci appaiono in tutta la loro cruda realtà.
Una realtà spicciola, fatta di forti contrasti tra il cielo e il mare, in una voluta e turbata idealizzazione; di una visione romantica, che a volte inganna pur nel fascino del mistero.
Le onde che si infrangono sulla costa, durante il percorso incontrano scogli, massi, faraglioni, intralci di ogni genere, un po' come la vita del Maestro che segue un tragitto determinato dai diversi stati emozionali che forgiano sia l'uomo che l'artista.

di Walter Venanzio