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Stefano Pucciarelli

Per noi uomini ''moderni'', assediati dai ritmi artificiali e frenetici della civiltà tecnologica, i quadri di Gilberto Piccinini emanano una energia quasi primordiale, che costringe la nostra mente a pensare a ritroso. Questa energia ci spinge ad immaginare le epoche remote nelle quali forze immense plasmarono il nostro pianeta ricoprendolo d'acqua e di vita, e ci rende partecipi della eterna lotta tra gli Oceani - perennemente agitati - e la terraferma, alla quale siamo aggrappati, ma subendo il fascino di queste scure e profonde masse d'acqua.
Guardando questa lotta come la ritrae Gilberto Piccinini vengono alla mente le parole riportate in Giobbe 38:8-11: “E[chi] barricò con porte il mare, / Che usciva come quando eruppe dal seno;misi la nuvola come sua veste / E fitta oscurità come sua fascia, / E ripartivo su di esso il mio regolamento / E ponevo sbarra e porte, / E dicevo: ‘Puoi venire fin qui, e non oltre; E qui è il limite delle tue orgogliose onde’?”
In questi quadri d’autore di Gilberto Piccinini i soggetti non sono soltanto le onde degli Oceani – soggetto difficile - che egli rappresenta in tutta la loro potenza e dinamicità, ma anche i maestosi bastioni di roccia delle isole e dei continenti, flagellati dagli elementi. Le atmosfere di questi dipinti sono drammatiche nel senso della solennità delle forze in gioco, come i cieli plumbei carichi di nubi e di pioggia, che incombono sullo scuro agitarsi delle acque. I dipinti di Piccinini trascinano la mente nei mari estremi del Sud, a Capo Horn o nella Georgia del Sud. Aiutano ad immaginare le storie narrate da Melville, Shackleton, Coloane e Sepùlveda, e a sentire sulla pelle il graffio freddo e pungente dei gelidi venti antartici.
Noi uomini moderni abbiamo bisogno di ritrovare questa natura selvaggia e potente per ritrovare noi stessi. Possa l’assordante rumore dei nostri pensieri frenetici spegnersi nel potente concerto corale delle onde del mare, rappresentate magistralmente dall'amico Gilberto, la cui maggiore soddisfazione, sono certo, è quella di stimolare nel profondo il cuore gli appassionati del mare.

di Stefano Pucciarelli